RICOMINCIATA L’ATTIVITA’ INDOOR NELLA GRANDE PANCIA DI MOBY DICK

E’ pienamente ricominciata l’attività al coperto della Junior Alpina con la ripresa degli allenamenti per tutte le categorie grazie al nuovo protocollo della FIBS che disciplina l’attività sportiva indoor ma grazie soprattutto al nuovo pallone pressostatico, da subito ribattezzato Moby Dick installato  sul diamante di Opicina, che con i suoi 1.175 m2 garantisce l’attività sportiva con il corretto distanziamento e nel quale sono state posizionate le 4 basi e il tunnel di battuta che, assieme al terreno di gioco costituito dalla terra rossa del campo di baseball, permettono un perfetto allenamento del batti e corri al coperto.

Qualcuno ci ha chiesto se per quanto riguarda il ricambio dell’aria  un pallone pressostatico può equipararsi ad una struttura fissa chiusa come una palestra o un capannone. A questo proposito è interessante leggere quanto scritto da Cristina Marrone nell’articolo sul tennis pubblicato dal Corriere della Sera online il 3 novembre 2020:

Come funzionano i palloni pressostatici

Detto fatto: il tennis da gioco sicuro è diventato insicuro perché in inverno si gioca (in due) sotto un pallone che contiene tra i 3600 agli 8500 metri cubi di aria a seconda delle dimensioni della struttura. Un pallone pressostatico per stare in piedi ha bisogno di macchine che generino aria accese 24 ore su 24 per mantenere la differenza di pressione tra l’esterno e l’interno (altrimenti si sgonfierebbe e si entra infatti attraverso speciali porte a bussola) . Le tensostrutture con aperture laterali, al di là che non sono ermetiche, si possono invece facilmente aprire proprio come se fossero finestroni giganti.

Flussi d’aria elevati e volumi immensi: come all’aperto

Abbiamo chiesto al professo Giorgio Buonanno, professore ordinario di Fisica tecnica ambientale all’Università degli Studi di Cassino e alla Queensland University of Technology di Brisbane (Australia) di calcolare se i flussi d’aria sotto i palloni pressostatici garantiscono un ricambio d’aria adeguato utilizzando i dati tecnici forniti da Plasteco, azienda di Milano che produce queste strutture. È emerso che sotto il pallone più piccolo da 3600 metri cubi il ricambio d’aria completo è garantito ogni venti minuti. Sotto quello più grande da 8500 metri cubi, che ospita due campi da tennis, ogni mezz’ora. «Ad ogni modo i volumi sono talmente immensi e le portate del ricambio d’aria così elevate che giocare a tennis sotto un pallone pressostatico è come giocare all’aperto, anche in presenza di più persone, come accade in una scuola tennis con quattro atleti più il maestro » chiarisce Buonanno.

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